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Fichi, calzoni, Negramaro e “rose di mare”: la tv svedese celebra le delizie del Salento

Il calzone fritto, si sa, è uno dei “dieci comandamenti” gastronomici della vacanza in Salento, ed è ormai diventato una bandiera del gusto riconosciuta a livello internazionale. Nessuno stupore, quindi, se la coppia di reporter Claus Pedersen (che è anche chef) e Claudia Amendola ha scelto lo street food, assieme al cotto di fichi e a una vera e propria particolarità – molto meno conoscita – la “rosa di mare”, per raccontare il Tacco d’Italia sulla rete televisiva nazionale danese DK4.
Il servizio in questione, uno degli appuntamenti del programma Det ægte Italien (“La vera Italia”), è andato in onda a settembre, e la notizia era stata segnalata sul web da Nunzio Pacella, giornalista foody, archeogastronomo del Salento e curatore del bellissimo blog “casapacella – Cose buone dalla Puglia”, ed è stata rilanciata durante il weekend sulle pagine del quotidiano online Leccesette.

Nel corso della puntata, che potete vedere qui sotto (e anche capire, se avete la fortuna di conoscere la lingua svedese..) i due conduttori per l’appunto si deliziano gustando il calzone fritto preparato da Saverio De Iaco, del Bar 2001 di Maglie, e un cotto di fichi preparato all’ombra di un grande fico da Antonio e Silvia Venneri, nel Fondo Paduli a Melissano, e servito da Rossella Magliarella su cartellate di semola Casillo dal pasticciere Giovanni Venneri di Alliste. Protagoniste della puntata, comunque, le “rose di mare”, ovvero come ci racconta ancora Pacella le attinie, animali marini che per “forma, colore e aderenza al fondo marino” sono paragonati al fiore simbolo degli innamorati, per l’occasione pescate al Molo San Giorgio da Luigi Carretta (Pici tappu) e dal figlio Vincenzo (sciabula), preparate al ristorante “Al Pescatore” da Luciano Corciulo e accompagnate con “Rocci” Coppola, Negroamaro ricavato da uve raccolte nel vigneto “Santo Stefano” in agro di Alezio.

L’episodio ha anche avuto modo di parlare della grande tradizione gastronomica locale incentrata sul consumo della carne di cavallo grazie al contributo dell’allevatore Antonio Scalese, di Diego Gualtieri di Ruffano, di Giuseppe Frascaro (esperto nel taglio di sottili fettine di carne equina arrostite alla griglia) e di Antonietta della Masseria “Le Stanzie” di Supersano.

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