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Nuove tecnologie, rete e comunicazione: il Salento rilancia il sistema dei Musei

Nuove tecnologie, capacità di mettersi in rete e raccontare sempre meglio la storia del territorio: queste le direttrici fondamentali per i Musei del Salento, che intendono sempre di più affermarsi come autentiche risorse a disposizione di tutta la comunità, quella residente ma anche quella – sempre più nutrita – “onoraria” dei turisti.

A rilanciare il nuovo corso dei poli museali salentini ci penserà anche la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici “Dinu Adamesteanu” dell’Università del Salento, diretta da Paul Arthur, grazie ai contributi della curatrice del Museo di Londra Meriel Jeater e della direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Taranto (MarTa) Eva Degl’Innocenti. Proprio il museo londinese, realizzato tenendo conto della storia della città, viene indicato come esempio per migliorare la rete culturale della provincia Leccese.
Le principali strutture cui si guarda sono situate al centro della Capitale del Barocco, ovvero il Museo Castromediano – in cui approfondire la conoscenza del Salento fin dai tempi preistorici, in modo particolare della dominazione messapica e romana, senza dimenticare la ricca pinacoteca – e il Museo Storico (MUST) di Lecce, con i suoi reperti, la collezione di arte moderna e contemporanea e il FabLab.
I musei più importanti dovranno essere sempre di più connessi con quelli minori del Salento, ma anche con le altre importanti strutture della Regione, come appunto il MarTa.

Fondamentale in questo senso puntare sulla comunicazione, “estraendo” dai reperti esposti, con il supporto delle nuove tecnologie, il racconto, la narrazione di una storia, l’elemento che coinvolge di più il pubblico.

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