Staiterraterra (1)

“Staiterraterra”: ad Alliste l’orto è sinergico, sociale e naturale

Orto sociale, orto sinergico, orto naturale, orto didattico: potete scegliere la definizione che preferite (sono tutte giuste), ma ognuna di esse descrive solo in parte lo straordinario esperimento di coworking agricolo che è in corso a Felline (Comune di Alliste), nel cuore del Salento, grazie alla neonata associazione Staiterraterra.

Tutto parte da un’altra associazione, Staisinergico, e da un corso di potatura di olivo, grazie al quale entrano in contatto due giovani agricoltori, Fabio Colaci e Jolanda De Nola: Fabio ha un terreno incolto, Jolanda esperienza nel mondo del bio (è olivocultrice), tutti e due con aziende agricole avviate, ma entrambi desiderosi di sperimentare nel campo dell’agricoltura naturale. Con l’aiuto di Staisinergico e dell’associazione Terra Rossa, ad aprile, viene quindi organizzato un corso per la costruzione di un orto sinergico, che prende vita nel campo di Fabio, ed è subito un successo: 40 persone si avvicinano e si innamorano del progetto.

Il fulcro dell’iniziativa è, naturalmente, l’agricoltura sinergica, il metodo di coltivazione concepito dal botanico e filosofo giapponese Masanobu Fukuoka, basato sul concetto del zen “non fare”: l’orto si sviluppa infatti su delle particolari aiuole rialzate su cui si coltiva ma non ci si passa, non le si schiaccia, non le si ara (si cammina solo su appositi sentieri). Questi pancali sono realizzati in paglia e residui agricoli che proteggono le piante dal freddo invernale e dall’eccessiva evaporazione estiva e, decomponendosi, nutrono il terreno. Il segreto dell’agricoltura sinergica è… la sinergia: le piante vengono coltivate in consociazione tra loro, secondo accostamenti precisi (ad esempio il basilico vicino al pomodoro), grazie ai quali le piante si aiutano reciprocamente, difendendosi da malattie e parassiti, e si migliorano. Lavorazione del suolo, opere di diserbo o composti chimici sono strettamente tabù: gli insetti “amici” sono i benvenuti, quelli dannosi vengono tenuti alla larga con soluzioni come macerato di foglie di pomodoro o di ortica. Jolanda e Fabio, inoltre, hanno bandito ogni ibrido dal loro campo, scegliendo solo ed esclusivamente prodotti 100% autoctoni: rape, mugnuli (broccoli a campanella leccesi), pomodori di morciano e via seminando, grazie anche all’aiuto dei ragazzi della Banca dei Semi. Accanto all’orto sinergico, un campo coltivato a legumi offre altre prelibatezze locali che rischiavano di perdersi, come il cece nero.

Staiterraterra ha aperto ufficialmente il tesseramento ieri: tutti i soci potranno abbonarsi per acquistare la “cassetta” settimanale con i prodotti naturali dell’orto (niente ordini please, la stagionalità la detta Madre Natura) e per il prossimo Natale si stanno attivando per buoni regalo (un regalo davvero buono, in effetti). Ma il cuore della sinergia è la socialità, quindi Staiterraterra promuoverà attività didattiche – come quella già in corso con gli alunni della Scuola primaria di Ugento, e sociali, come quella in partenza con i ragazzi della comunità per minori Crisalide di Felline. Ma non è tutto: Staiterraterra è infatti al lavoro per realizzare il primo orto accessibile ai non-vedenti e ai disabili motori, un progetto davvero encomiabile.

Per rimanere aggiornati sulle loro attività è possibile seguire la pagina Facebook.

Forse ti può interessare: VILLA ITALIA – MARINA DI TORRE SUDA