campagna Salento

I muretti a Secco del Salento (e non solo) candidati a Patrimonio Unesco

Chiunque venga in vacanza in Salento di certo non può fare a meno di notare i tipici muretti a secco, che costellano le campagne e che spesso fanno bella mostra di sé ai margini delle strade. Figli di una tradizione contadina geneticamente nemica dello spreco, sono il risultato di una paziente opera di bonifica del terreno dalle rocce affioranti unita alla necessità di delimitare i terreni, con una tecnica tanto antica quanto geniale capace di non utilizzare collanti di sorta. Oggi questa millenaria tradizione della civiltà agricola potrebbe diventare patrimonio dell’Unesco, grazie all’Italia ma anche a una “cordata” internazionale composta, oltre che dal nostro paese, da Cipro (capofila), assieme a Grecia, Spagna, Francia e Svizzera, tutti paesi caratterizzati da queste strutture rurali.

I muretti a secco (già tutelati dalla Forestale, che punisce il furto delle pietre) uniscono la Costiera amalfitana, Pantelleria, le Cinque terre e in Puglia il Salento e la Valle d’Itria, un tesoro di tradizione assolutamente rilevante, dunque. Le candidature, votate all’unanimità dalla commissione italiana per l’Unesco, saranno portate a Parigi: la commissione effettuerà sopralluoghi nelle aree indicate il prossimo anno e la decisione arriverà solo nel 2019.. ma nel frattempo continueremo ovviamente a goderci le campagne salentine, le pajare e i muretti!

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