Leuca tramonto

Le sette meraviglie del Salento: Leuca e “l’incontro” tra i due mari

Santa Maria di Leuca, di per sé, è una “meraviglia del Salento” per moltissime ragioni: per le splendide ville ottocentesche affacciate sul lungomare, con ancora qualche “bagnarola” superstite, ovvero la struttura che aveva il compito di nascondere alla vista del popolo il bagno in mare delle gran signore. Per le sue grotte, da quella “del diavolo”, così chiamata perché la tradizione popolare attribuiva al Maligno i possenti rimbombi udibili dal suo interno, a quelle “di ponente” o “di levante”, e tutte le altre cavità geologiche ricche di storia naturale e archeologica. Per la sua spiritualità: diversi e ricchi di storia i luoghi di culto che si possono ammirare nella frazione del comune di Castrignano del Capo, primo su tutti – anche in senso fisico, data l’altezza cui sorge – la Basilica di Santa Maria de finibus terrae, secondo la leggenda trasformato da tempio di Minerva in chiesa cristiana nientemeno dopo il passaggio di San Pietro in persona, diretto a Roma. L’elenco potrebbe proseguire a lungo, fra Torri, Fari e cascate.

Eppure non è per nessuno di questi motivi che proponiamo di inserire Leuca nella nostra “top seven” delle meraviglie salentine, ma è per un fenomeno per molti versi più sfuggente (non è di pietra né di roccia, né tantomeno è fatto da mano umana), a cavallo tra mito, nautica e suggestione – nel senso più alto del termine – ovvero “l’unione dei due mari”. La Marina di Leuca, infatti, è compresa tra Punta Ristola ad ovest, l’estremo lembo meridionale del Salento, e Punta Mèliso ad est, posta ai piedi del promontorio. E proprio a Punta Mèliso viene posto, secondo convenzione nautica, il punto di separazione fra la costa adriatica (ad est) e la costa ionica (a ovest), e dunque fra le acque del Mare Adriatico e del Mar Ionio.

Sebbene il confine “ufficiale” fra i due mari sia dato dal Canale d’Otranto, da Santa Maria di Leuca è possibile vedere, in determinate condizioni, una vera e propria linea di demarcazione in pieno mare, ben distinguibile a occhio nudo, dovuta in realtà all’incontro fra le correnti provenienti dal Golfo di Taranto e quelle dal Canale d’Otranto, ma che ha da sempre suggerito alla tradizione popolare l’evidenza del confine fisico fra i due mari, un fenomeno incredibilmente suggestivo che merita davvero di essere visto almeno una volta nella vita.

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Incontro mari Leuca

 

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