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Cosa fare in Salento quando piove

Il Salento, si sa, ha il sole nella carta d’identità (al primo posto nel motto del blasone, prima ancora de lu mare e lu jentu). Però può anche capitare – ahinoi – che il tempo sia brutto per colpa di qualche fenomeno meteorologico dal nome classico che ha scacciato l’alta tensione, la possibilità di andare al mare e pure un po’ il buonumore, lasciandoci malinconici a guardare la pioggia che cade. Che fare? Nessuna paura! In attesa del ritorno del Dio Apollo sul suo carro splendente il Tacco d’Italia offre una serie di alternative culturali ed esperienziali tutte da scoprire, e ora proviamo a proporvene alcune.

Ad esempio visitare un museo è la classica carta da giocarsi quando si è in vacanza ma Giove Pluvio non ci dà tregua, e grazie a Minerva nel Salento di templi della cultura ce ne sono di interessantissimi: a Lecce si può fruire del Museo del Teatro Romano o del MUST, il Museo di Storia (che ospita fra le altre cose anche un meraviglioso e tecnologico FabLab), per non parlare del Museo Provinciale Sigismondo Castromediano (il più antico museo della Puglia), della Pinacoteca Francescana o del Museo della Cartapesta (per citarne alcuni). Lasciando la capitale del Salento e girando per il Tacco menzione speciale al Museo di Storia Naturale di Calimera e il Nuovo Museo Archeologico di Ugento: ma il consiglio è di girare perché ogni paese di questo fenomenale arcipelago di borghi ha le sue ricchezze storiche e artistiche, magari a due passi da dove ci si trova.

Forse meno scontata è invece la possibilità di visitare un frantoio ipogeo, un modo originale per vivere la testimonianza di un’antica arte della produzione dell’olio, parte integrante del paesaggio e dell’architettura rurale che connotano il territorio salentino. Se ci trova a trascorrere le vacanze a Gallipoli o nelle vicinanze, è possibile lanciarsi alla scoperta di questo originale itinerario turistico: il nostro consiglio è quello di iniziare proprio dai frantoi ipogei di Gallipoli, quello rinascimentale di Palazzo Granafei (risalente al 1600) oppure quello di Palazzo Briganti. Di particolare interesse anche il trappeto De Luca, a Casarano; il frantoio di via Carlo Alberto, a Matino; il trappeto Li Curti di Melissano, il frantoio di Palazzo Ferrari a Parabita e i frantoi comunali di Sannicola e Tuglie (ex Marulli).

Nel Salento, inoltre, ci sono anche magnifici castelli: la sacra trimurti è composta dal Castello Angioino di Gallipoli, il celeberrimo Castello di Otranto e dal castello di Castro, ma splendidi sono anche il Carlo V di Lecce (con annesso museo da poco rinnovato) e quello di Copertino. Se poi il trip feudale vi cattura proseguite verso i bastioni di Acaya, Felline, Melendugno, Specchia, Ugento, Cavallino, Poggiardo.

Ha smesso di piovere? Benissimo! Allora dopo l’acquazzone tutti fuori a raccogliere le municeddhe, le meravigliose lumache di terra tipiche del Salento che preparate soffritte, arrostite o al sugo fanno la gioia del palato dei più arditi gourmet ed esperienza irrinunciabile di ogni soggiorno enogastronomico salentino degno di questo nome.

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