Alvaro Maggio banana

Acqua potabile grazie alle bucce di banana: l’inventore è un giovane del Salento

Depurare l’acqua contaminata da metalli pesanti utilizzando bucce di banana: a compiere questo miracolo ambientale è il “Metals-Catchers”, e il “papà” di questa geniale invenzione non è un saggio dai capelli incanutiti dagli anni passati in laboratorio, ma un giovane – e certamente promettente – studente di Gallipoli appena 20enne, Alvaro Maggio. Il progetto, nei giorni scorsi, è stato premiato nell’ambito del concorso europeo “European Union Contest for Young Scientists”, dedicato proprio ai giovani scienziati UE.

“Il dispositivo Metals-Catchers – spiega la presentazione dell’invenzione sul sito dell’Eucys – permette davvero di risolvere il problema globale di acqua contaminata da metalli pesanti, che sono noti per finire nel cibo , bioaccumulo nei tessuti e organi e causare gravi malattie. I tubi filtranti e baccelli proposti sfruttano alcuni rifiuti alimentari (bucce di frutta e verdura) , trasformandoli in una risorsa vera, riuscendo a sequestrare i cationi metallici e ripulire l’acqua in breve tempo. Essi hanno anche dimostrato di essere in grado di riutilizzare i rifiuti diverse volte (circa 9 ) , senza perdere la loro efficacia , per evitare il pretrattamento chimico dei metodi tradizionali, eliminando anche il loro impatto ambientale aggiuntivo. Il metodo può essere utilizzato su larga scala e ad un costo molto basso”.

Maggio è ora iscritto al secondo anno della Facoltà di Ingegneria industriale di Lecce, ma l’intuizione per il Metals-Catchers è nata sui banchi del liceo scientifico “Quinto Ennio” di Gallipoli, quando Alvaro era all’ultimo anno. Lui stesso, in un’intervista al Quotidiano di Puglia, ne ha raccontato la genesi, avvenuta durante una lezione di biologia: la docente, la professoressa Rossana Congedo, stava illustrando le proprietà della buccia di frutta e verdura di attenuare gli effetti collaterali gastrolesivi di alcuni farmaci, e Maggio ha deciso così di riprodurre ciò che accadeva nello stomaco in una provetta. La buccia di frutta e verdura – come spiega il giovane scienziato – contiene in abbondanza la pectina, una sostanza naturale ricca di gruppi chimici carichi negativamente; mentre in generale i metalli (anche quelli pesanti e pericolosissimi per la salute umana), in soluzione acquosa, si comportano come particelle cariche positivamente. Dunque, in parole poverissime, è possibile “catturare” gli ioni metallici dispersi in soluzione attraverso gli stessi scarti di cibo.
Dopo aver effettuato varie prove su differenti scarti organici (melanzana, patata, pomodoro, carruba, mela, arancia, limone e finalmente banana), proprio la buccia del giallo frutto tropicale si è rivelata la più efficace con i metalli testati. I risultati sono stati straordinari: la buccia di banana permetteva di abbattere la quantità dei metalli disciolti del 98%, ed era 20 volte più efficace rispetto ai metodi convenzionali.

L’invenzione di Alvaro, giustamente, gli ha già fruttato premi e riconoscimenti: la qualifica al quinto posto alle “Olimpiadi della Scienza” con l’inserimenti nell’Albo Nazionale delle Eccellenze del Miur, la selezione da parte del Cnr e dalla Comunità Europea nella rosa delle nove migliori invenzioni italiane nell’ambito del Concorso Nazionale “Infactor. Anche tu genio!”, presentato a Roma, l’invito della direzione Scientifica dell’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma, polo di eccellenza per le malattie rare e per la ricerca oncologica, per l’evento Europeo “La Notte dei Ricercatori”. Nell’aprile 2015, poi, ha vinto il 1° premio al concorso nazionale “I giovani e le scienze 2015” (il più importante Concorso dell’Unione Europea per i giovani scienziati); e dulcis in fundo la vittoria al concorso internazionale Eucys 2015.

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